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Amore materno – Il sistema della cura

amore materno

Non esisterebbero esseri umani sulla Terra se non ci fosse una disposizione nel nostro cervello e nella mente a dedicare con devozione enormi quantità di tempo ed energia alla cura della propria prole: una disposizione che chiamiamo sistema della cura.

Questa spinta a prenderci cura dei nostri ed altrui figli, che condividiamo con molti mammiferi ed uccelli, è presente non solo nelle madri, ma può essere portata avanti da tutta la famiglia estesa e dalla comunità. Se infatti il sostegno emotivo e pratico alla madre è insufficiente le tendenze istintive possono mescolarsi a sentimenti di insicurezza, minando la missione materna: in tali condizioni la maternità potrebbe essere oscurata da emozioni negative.

Questo sistema, quindi, ci mette in relazione con altri esseri umani, così come il sistema emotivo del gioco e della sofferenza; fra loro vi sono relazioni specifiche: l’attivazione del sistema della cura inibisce la sofferenza, la cui attivazione inibisce il gioco. Quante volte abbiamo spontaneamente reagito ad un amico o partner in lacrime confortandolo, abbracciandolo, facendogli sentire la nostra vicinanza? In queste situazioni, è il sistema della cura che si è attivato nel nostro cervello.

La missione materna

Prendiamo come esempio principale la madre e suo figlio. L’attivazione del sistema della cura è fondamentale per lo svolgersi dei comportamenti e sentimenti materni e quindi per la salute emotiva e fisica del figlio. Potrebbe sembrare che questi sentimenti non siano universali (ed in effetti non tutte le madri li provano): tuttavia ogni essere umano, di entrambi i sessi, ha un circuito cerebrale emotivo dedicato alla cura, eredità genetica fondamentale. A cosa serve questo circuito della cura?

Il sistema della cura ha il compito principale di farci sentire disposti e fiduciosi nel prenderci cura degli altri, in primo luogo dei nostri figli ma anche delle altre persone. Sospinge le persone verso un sentimento di maternità, di affetto caldo e confortante, le spinge ad agire per procurare loro benessere e sicurezza. Ha quindi un posto assolutamente fondamentale nella nostra salute mentale, sia da piccoli che da adulti.

La sinfonia chimica della cura

cura

L’ossitocina è una delle sostanze chimiche principali della maternità, ed è secreta maggiormente nel cervello femminile. Alcune parti del sistema cerebrale della cura alimentano la montata lattea; altri, connettendosi con il sistema della ricerca, spingono a procacciare il cibo, un riparo e a recuperare i cuccioli nei cervelli dei ratti.

L’ossitocina, oltre a stimolare i comportamenti e sentimenti materni, è incredibilmente efficace nel ridurre l’ansia da separazione, una esperienza molto comune nei bambini e ovviamente anche negli adulti. Questo punto è estremamente importante, perché quando il sistema della sofferenza (anche detto tristezza/panico) è attivo, per esempio perché i bambini si sentono soli, abbandonati, senza affetto, li spinge a piangere, lamentarsi, deprimersi, e parallelamente ad intensificare gli impulsi alla cura nei caregiver. Tramite questo circuito comunicativo alimenta consolazioni, abbracci, carezze, coccole, baci, si genera un aumento dell’ossitocina, pertanto una riduzione della Sofferenza. La relazione fra il sistema della cura e della sofferenza è pertanto fondamentale per la nostra salute mentale, dalla nascita fino alla morte, nessuno escluso.

A riguardo, si deve ricordare che l’ossitocina è una delle sostanze con un effetto anti-stress più grande: anche per questo è fondamentale che sia presente sia nella madre che nel piccolo.

Oltre a questa sostanza, un ruolo importante lo hanno gli oppioidi endogeni, che hanno un ruolo in tutte le interazioni sociali positive. Insieme alla famosa ossitocina, inibiscono l’aggressività, e promuovono atteggiamenti fiduciosi del tipo “posso farlo”, “prenditi cura e sii amichevole”. Anche qui, è chiaro il collegamento con il nostro benessere sociale.

Molti studi, tuttavia, sembrano dimostrare che una volta che il sistema della cura si è attivato fortemente in seguito al parto, diviene gradualmente meno necessario per le competenze materne, probabilmente a causa del fatto che queste, una volta “spinte dall’interno” dalla biologia, diventano apprese e memorizzate come abitudini (spostandosi in altre regioni cerebrali). Tuttavia, le sostanze neurochimiche suddette rimangono necessarie. È possibile che un deficit nelle sostanze chimiche materne porti a diminuire la sensibilità emotiva e a peggiorare la performance materna generale, con risultati disastrosi per i bambini.

Villaggi, ricordi, attaccamenti

Basta una sola donna per dare alla luce un figlio, ma serve un intero villaggio per crescerlo.” Proverbio africano

cura

Questo proverbio ci ricorda che la relazione madre-figlio non è esclusiva, anzi è molto probabile che sia più naturale e maggiormente efficace una pluralità di relazioni a sostegno di questa diade. Infatti la maturazione sociale è promossa dalle circostanze sociali in cui molte persone accudiscono i piccoli.

Ma come è possibile che madre-figlio creino una relazione unica? Probabilmente un misto di stimolazioni visive, uditive e tattili facilitano l’espressione delle sostanze suddette, che facilitano i ricordi sociali anche insieme alla norepinefrina. Tuttavia, la creazione di un vero e proprio attaccamento fra i due è lungi dall’essere spiegato dalla neurobiologia. Forse, però, vale la pena ricordare come l’attaccamento sia molto simile alla dipendenza sociale, e che questa e l’assuefazione da oppiacei si mostrino con fenomeni molto simili:

DIPENDENZA DA OPPIACEI     DIPENDENZA SOCIALE

dipendenza da sostanze         →    legame sociale

tolleranza alle sostanze          →    allontanamento

astinenza dalle sostanze         →   ansia da separazione

Sembra che i nostri cervelli siano fatti per renderci in parte dipendenti dagli altri!

Ma per dipendere dagli altri dobbiamo fidarci di loro. Come possiamo promuovere la fiducia?

Il potere affettivo della musica

Tra i molti portali sensoriali sembra che la musica rassicurante favorisca il rilascio di ossitocina, promuovendo l’attaccamento sociale. Quanti di noi si sono innamorati insieme ad una canzone? E ricordano vivamente le canzoni che hanno sancito l’unione con i nostri amati?

Vi invito fortemente a vedere questo video, che mostra spezzoni della “Storia del cammello che piange”, film documentario che mostra la reale storia di un cammello albino rifiutato dalla madre (probabilmente perché dopo due giorni di parto si era chiusa la finestra di legame temporale della madre, spingendola a non riconoscere il piccolo cammello come proprio). Ma la musica, le carezze e la dedizione del villaggio è riuscita nell’impossibile! È riuscita a stimolare l’amore materno fino a creare il legame tanto sperato dal piccolo, dandogli ciò che la natura ha creato anche lui: le cure amorevoli di una madre. Una vera lezione di umanità!

Se volete vedere l’intero documentario, potete vederlo cliccando qui.

Una lezione per tutta la vita

Molte ricerche sugli animali hanno dimostrato che se i cuccioli sono oggetto di consistenti cure amorevoli essi diventano: meno ansiosi, più resistenti allo stress, più adeguati nei comportamenti. Tali effetti si mantengono durante la vita attraverso dei cambiamenti epigenetici nel piccolo.

La ricerca sugli esseri umani coralmente mostra come la qualità della dedizione parentale producono effetti duraturi sulla salute psicofisica dei futuri adulti: anche qui la facilitazione dell’attività dell’ossitocina promuove sentimenti di accettazione, positività, prosocialità, che aumentano la fiducia in se stessi e l’apertura emotiva. Tutti aspetti fondamentali per la nostra salute emotiva, mentale, sociale.

Gianluca Ostuni
Gianluca Ostuni
Psicologo, Insegnante MBSR qualificato presso il Center for Mindfulness UMass (fondato da Jon Kabat-Zinn), Insegnante di Mindfulness Psicosomatica.

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