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I 5 ostacoli alla meditazione e come affrontarli

I 5 ostacoli alla meditazione e come affrontarli - Mindfulness Sardegna

Quando iniziamo a meditare iniziamo a riconoscere la nostra mente che divaga. Qui puoi scoprire gli ostacoli alla meditazione e come migliorare la tua pratica.

È assolutamente normale sperimentare alcune sfide quando si pratica la mindfulness. Per esempio la tua mente inizierà a vagare, questo succede a tutti. Se hai già iniziato a praticare la consapevolezza, non c’è dubbio che tu lo abbia già sperimentato. Ad esempio, quando fai colazione potresti immaginare la giornata oppure ricordarti di quanto siano state spiacevoli quelle parole che tuo marito ha detto l’altro giorno. In sostanza, provare ad essere consapevole ti porrà di fronte al vedere quanto spesso non sei presente.
Se è per te difficile non criticarti per esserti distratta, considera questo: se non ti proponi di essere presente, non sapresti nemmeno che ti sei allontanata. Riconoscere di essersi distratti è già un tornare ad essere presenti. Il tuo compito non è quello di rimproverarti per questo, ma semplicemente riconoscere il vagabondare e tornare alla meditazione.

La mente errante ed i vantaggi del riconoscerla

Ciò che è importante è che sei tornata al momento presente. Lavorare con la mente errante offre tre vantaggi:

  1. Stai allenando il cervello e la mente ad essere più attenta: ogni volta che allontani la mente dal vagabondare, stai costruendo il muscolo della concentrazione.
  2. Inizi a notare i modelli di pensiero: quando ritorni nel momento presente e noti dove sei andata alla deriva, puoi scoprire elementi di dubbio, desiderio o rabbia in cui sei stato coinvolta. Ciò ti offre una visione degli impedimenti e delle difficoltà, inclusi i giudizi, ma anche delle emozioni all’opera dentro di te, che forse ti stanno segnalando qualcosa di importante. Sapere è più utile che rimanere ignoranti.
  3. Scopri il tuo cuore e il tuo corpo: acquisisci una comprensione della connessione mente-corpo e di come i pensieri che pensi e le emozioni che senti abbiano un riflesso fisico nel corpo.

I 5 ostacoli comuni

Altre sfide si presentano sotto forma di cinque ostacoli: desiderio, rabbia, irrequietezza, sonnolenza e dubbio. Questi problemi sono molto comuni.

Il desiderio, è un aspetto della mente che si preoccupa di cercare di farci star bene. Passa molto tempo in fantasie, sogni ad occhi aperti e progetti. Per esempio sorge il senso di colpa e subito dopo potresti essere consumata dal desiderio di essere migliore.

La rabbia esprime che non ci va bene come stanno andando le cose. Per esempio potresti trovarti a vagare con la mente dentro un problema irrisolto al lavoro, presa dalla rabbia perché un tuo sottoposto non ha svolto ciò che credi fosse in suo dovere. La mente arrabbiata diventa assorbita dall’avversione, dal risentimento o dall’odio.

L’irrequietezza ci fa sentire come se volessimo strisciare fuori dalla nostra pelle, come se avessimo bisogno di fare qualcosa o di andare da qualche altra parte. È come avere un pungolo all’interno del corpo che ci stimola senza lasciarci in pace.

Con la sonnolenza la meditazione diverrà noiosa e ti sentirai svogliata, stanca o con poca energia, magari con il tentativo di rimandare la pratica a “quando sarà il momento giusto”.

Con il dubbio potresti chiederti se la meditazione serve a qualcosa o se ti può aiutare nel modo che vorresti. Potresti sentirti piena di dubbi su di te e credere che non sia possibile stare bene. Questo rende più facile cadere negli altri quattro ostacoli.

Come affrontare i 5 ostacoli

Tutti e cinque gli ostacoli possono ostacolare la tua pratica. Ecco perché è così importante notare quando si verificano per poterli riconoscere. Un’ottima strategia è quella di denominare cosa sta succedendo: dare un nome in sé e per sé aiuta a creare una certa distanza, e questo ti aiuterà a sciogliere la presa dei cinque ostacoli.

Ogni ostacolo oscura la tua capacità di vedere chiaramente, come se ci fosse della sabbia sospesa nell’acqua che non ti permette di vedere il fondo del mare. Vediamo cosa ci succede dentro quando sono all’opera.

Quando stai desiderando, il mare è colorato con la tintura rossa della passione. I tuoi desideri colorano tutto il mare. Prova a rimanere calmo e a respirare in modo da calmare il corpo e la mente.

Se sei arrabbiata l’acqua si congela e diventa dura come il ghiaccio, e anche questo oscura la tua vista. Aprirsi con un po’ di amorevolezza, empatia e comprensione verso ciò che ci fa arrabbiare, o almeno verso noi stessi, ci può aiutare a sciogliere il gelo della rabbia.

Con l’irrequietezza le acque sono mosse. Inizia a sfruttare quell’energia in modo costruttivo, piuttosto che lasciarti mordere la pelle! Usa questa energia per dedicarti pienamente alla pratica, lentamente si distribuirà in modo più morbido nel corpo-mente.

Se hai sonno le acque sono come piene di alghe. Forse è meglio svegliarsi e riconoscere che non sarai a questo mondo per sempre. Passare il tempo sonnecchiando è la cosa più utile adesso?

Con il dubbio l’acqua appare fangosa. Questo è un segnale per riflettere sul perché stai facendo questa pratica e su ciò che hai imparato su te stesso finora; dopo questo ricorda comunque che la pratica della meditazione non è un modo per risolvere problemi o per farsi domandi esistenziali, ma di cura verso di sé.

Quando ti rendi conto che uno qualsiasi degli impedimenti è presente nota come si sentono il tuo corpo e la tua mente. Senti la trama di questi stati e nota cosa succede quando ti incantano.

Quando questi ostacoli sono presenti sei più a tuo agio con te stesso o meno?

Pratica di Mindfulness: ascolto consapevole del respiro

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Questo articolo si è ispirato al libro di Bob Stahl e Steve Flower “Il programma Mindfulness“.

(photo by Liza Matthews)

Gianluca Ostuni
Gianluca Ostuni
Psicologo, Insegnante MBSR qualificato presso il Center for Mindfulness UMass (fondato da Jon Kabat-Zinn), Insegnante di Mindfulness Psicosomatica.

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