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Perfezionismo e momento presente

perfezionismo

Ti ritrovi spesso a ruminare sui tuoi errori? E quando le cose non vanno secondo i tuoi piani, rendi la tua vita e quella degli altri un inferno? Trovi difficile chiedere agli altri di terminare una tua attività, un tuo compito, per paura che ciò peggiorerà la situazione?

Se una di queste frasi ti suona familiare, potresti tendere al perfezionismo: spendere una notevole quantità di tempo con l’ansia di fare le cose “correttamente”, dando la priorità a cosa si ritiene che si dovrebbe fare piuttosto che a quello che ci piace fare.

Quasi tutti noi viviamo questi sentimenti di tanto in tanto, tuttavia quando la nostra aspirazione alla perfezione diventa eccessiva possiamo arrivare a sentirci esausti e del tutto privi di autostima. Lungi dal migliorare la nostra vita, il perfezionismo può distruggere la pace della nostra mente, ci predispone a prendere la vita come una routine piuttosto che con gioia.

 

Ossessionati dalla destinazione

Nel perfezionismo, la nostra attenzione è soprattutto sugli obiettivi futuri – ottenere buoni voti, terminare i nostri compiti, riuscire, completare, guadagnare. Siamo così impegnati a lavorare verso la “perfetta destinazione” che stiamo completamente perdendo il viaggio. Vogliamo raggiungere la perfezione, in modo da poter finalmente fermarci e riposare. E tuttavia ci sembra che non abbiamo mai raggiunto quello che desideravamo, non credi?

Spesso crediamo che questa determinazione ad avere successo ci renda migliori in quello che facciamo. Eppure, mentre a volte può renderci più produttivi e laboriosi, allo stesso tempo uccide la spontaneità, la flessibilità e, infine, la creatività. La creatività richiede lo spazio per fare errori e adattarsi; il perfezionismo ci limita ad una visione ristretta di come le cose dovrebbero essere.

In questo modo siamo trascinati via dal momento presente e bloccati in una visione rigida del bene e del male, del successo e del fallimento. Possiamo ammetterlo: tutti falliamo in qualche modo. Ma quando crediamo che la nostra autostima sia possibile dentro il successo, il fallimento diviene la fine del nostro mondo. Non importa quante esperienze abbiamo fatto lungo il percorso: se non abbiamo “vinto”, non contano.

 

La perfezione del flusso

Anche se fossimo in grado di creare qualcosa che ha raggiunto i nostri standard di perfezione, non potrebbe rimanere in quel modo. Tutto cresce, fiorisce, per poi volgere verso il decadimento. E anche se pretendessimo che un bel tramonto non finisca mai, non possiamo impedire al sole di immergersi sotto l’orizzonte. Tuttavia, possiamo essere presenti con il tramonto e gustarcelo mentre è lì con noi. Possiamo usare la consapevolezza per spostare la nostra attenzione dalla creazione di risultati al goderci la perfezione del momento mentre fluisce spontaneamente.

La prossima volta che stai lavorando su un compito, come ad esempio un progetto di lavoro, o anche stai meditando, cerca di notare quando inizi a pensare e a sforzarti di raggiungere un obiettivo finale, piuttosto che apprezzare momento per momento l’esperienza che effettivamente stai facendo. Abbiamo infiniti obiettivi che possono passare dalla mente: essere più ricchi, essere più apprezzati e ricercati dagli altri, ecc…

Dopo aver notato questo, delicatamente porta la tua attenzione al respiro nel momento presente. Concentrarsi sul respiro è estremamente utile. Tuttavia, fai attenzione a non trasformare questa pratica in un altro obiettivo per raggiungere la perfezione, ad esempio rimproverandoti quando ti distrai dal respiro. Ogni volta che noti che la vostra mente ha vagato altrove, riportala all’esperienza del respiro nel momento presente. Mentre ascolti il respiro, prova a compiere le tue azioni, con presenza e ascolto.

Gianluca Ostuni
Gianluca Ostuni
Psicologo, Insegnante MBSR qualificato presso il Center for Mindfulness UMass (fondato da Jon Kabat-Zinn), Insegnante di Mindfulness Psicosomatica.

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