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Non attaccamento – Settimo pilastro

Mindfulness Sardegna - Settimo pilastro - Non attaccamento

In India esistono le monkey trap, delle trappole per scimmie. Costruiscono un contenitore con un foro abbastanza ampio per permettere alla zampa aperta dell’animale di entrare, ma non abbastanza grande per il pugno chiuso. Si infila dentro una banana e si aspetta. La scimmia sarà attratta dalla banana e cercherà di prenderla, ma per farlo deve stringere a pugno la mano, rimanendo incastrata. Cosa c’entra questo con la Mindfulness? Scopriamolo.

Aggrapparsi alle nostre percezioni

Lasciati andare e la libertà si affaccerà alla tua porta. Può sembrare semplice. Ma le nostre menti diventano dure come un pugno stretto, nel tentativo di fermare, inquadrare, schematizzare il continuo passaggio di informazioni. Nonostante la nostra intelligenza, la mente rimane spesso impigliata nella sua monkey trap. I suoi pensieri ripetitivi e giudicanti, il percepire noi e gli altri sempre allo stesso modo, ci rendono così attaccati ai nostri schemi da toglierci la salute. A volte non riusciamo a dormire, perché la nostra mente non si arresta. Proprio come la scimmia in India che afferra la banana e viene intrappolata perché non la lascia andare, rimaniamo rinchiusi nella nostra mente. La banana indica i nostri pensieri e sentimenti. Il pugno stretto indica la mente che si aggrappa a questi schemi e che non lasciamo andare. È l’atto di attaccarci a questi pensieri, a quelle emozioni, che non ci permette di essere liberi. Tuttavia abbiamo un’altra possibilità.

Lascia andare

La mindfulness ci invita a lasciar andare. Ci aiuta a liberarci. Questo pilastro ci sostiene nel permetterci di “riposare” nella consapevolezza. Così come il cielo accoglie tutte le nuvole senza trattenerne nessuna, così la nostra consapevolezza può accogliere qualsiasi elemento, senza trattenerlo. Se coltiviamo un atteggiamento che lascia che le cose accadano da sole, se riduciamo il nostro impegno nel cercare di cambiarle, coltivando una adeguata equanimità di fronte agli eventi, possiamo fermare il nostro aggrapparci alla “banana”. Durante la pratica lasciamo che la nostra esperienza sia ciò che è. Lo pratichiamo osservando momento per momento il fluire continuo dell’esperienza. Tornando alle parole di Jon Kabat-Zinn, creatore del percorso MBSR “lasciare andare è un modo per lasciare che le cose semplicemente esistano, per accettare le cose così come sono”.

Gianluca Ostuni
Gianluca Ostuni
Psicologo, Insegnante MBSR qualificato presso il Center for Mindfulness UMass (fondato da Jon Kabat-Zinn), Insegnante di Mindfulness Psicosomatica.

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