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Il sistema della collera. Violenza o saggezza?

rabbia

“Ero adirato col mio amico,

dissi la mia ira, la mia ira finì;

ero adirato col mio nemico,

non la dissi, la mia ira crebbe.”

William Blake

Dopo aver scoperto il sistema della ricerca, continuiamo il percorso con un sistema emotivo fondamentale: la collera. Questo sistema è alla base di molti comportamenti aggressivi e difensivi dell’uomo, e ovviamente è fondamentale per comprendere noi stessi e gli altri. Questo è già un punto fondamentale: la collera e la rabbia sono emozioni presenti dentro di noi grazie ai geni, non esistono persone senza collera o rabbia.

Incendiati dalla collera

La collera, intesa come sistema emotivo di base, produce un affetto spiacevole che le persone molto spesso tendono ad evitare, anche se ci può essere un piacere gratificante nello sconfiggere un rivale, anche nel caso di un diverbio. Quando si attiva tendiamo ad essere spinti ad aggredire qualcuno, più spesso con le braccia e le mani.

La sua attivazione si manifesta spesso con aumento del calore corporeo, aumento della tensione muscolare e della attività motoria. Soprattutto diviene evidente uno sguardo aggressivo, la tensione alla mascella e alle gambe, un torace ampio ed un respiro pieno. Perciò oltre a respirare di più ci sentiamo più caldi, tendiamo a percepire l’impulso a muoverci e a scaricare la nostra emozione. È un po’ come essere al centro di un incendio.

I maschi tendono ad essere più aggressivi fisicamente rispetto alle femmine, mentre le femmine “compensano” questa differenza con una maggiore aggressività sociale. Conosciamo molto bene l’effetto dei pettegolezzi e dei comportamenti svalutanti!

Benzina o acqua sul fuoco

benzina acqua

La collera tende ad essere elicitata da alcuni stimoli uguali per tutti: la costrizione fisica e l’irritazione della superficie corporea. Oltre a questo, ovviamente, tutti noi abbiamo appreso ad arrabbiarci in modi più complessi e fini, per esempio quando non siamo ascoltati dai nostri amici oppure quando i nostri desideri non si realizzano.

Ci sono comunque condizioni che tendono ad iperattivare fortemente questo sistema. L’abbandono infantile o il maltrattamento, gli abusi fisici e sessuali. In alcuni condizioni sociali, come forti conflitti fra persone o in scenari di guerra, questo sistema può essere cronicamente attivo. Anche la mancanza di cibo e risorse basilari (acqua, casa, sesso, ecc…) possono attivarlo.

Ovviamente, anche l’indulgere in pensieri ritrosi, vendicativi, distruttivi, aumenta la sua attivazione.

Così come ci sono eventi che possono far espandere questi incendi interiori, ce ne sono altri che possono ridurlo. È sempre più evidente come delle relazioni positive e supportive tendono a ridurre l’aggressività, così come un rapporto amorevole, la soddisfazione sessuale, l’inibizione mentale (come per esempio comprendere le conseguenze dei nostri istinti collerici), la catarsi emotiva, il massaggio, la mindfulness.

Dalla violenza alla saggezza

Durante i percorsi di Mindfulness può capitare di incontrare a tu per tu la nostra rabbia, magari una vera e propria collera. Talvolta una tensione alle spalle, una continua irritazione sono segnali abbastanza chiari che qualcosa ci spinge in questa direzione. Ma come abbiamo detto è molto più piacevole fuggire da questi stati collerici, per cui abbiamo bisogno di un modo specifico per avventurarci nei suoi territori. La concentrazione sul respiro e l’espressione libera delle nostre emozioni ci può facilitare il passaggio attraverso queste fiamme interne.

L’osservazione mindful di questi stati facilita la loro integrazione e l’apertura verso una consapevolezza più espansa. Infatti diveniamo in grado di comprendere veramente, mostrando cura nei nostri confronti, cos’è che ci fa arrabbiare, qual’è veramente il nostro stato, cosa desideriamo. Da qui nasce la capacità propendere verso una saggezza interna, abile nel gestire senza reprimere la nostra collera.

Gianluca Ostuni
Gianluca Ostuni
Psicologo, Insegnante MBSR qualificato presso il Center for Mindfulness UMass (fondato da Jon Kabat-Zinn), Insegnante di Mindfulness Psicosomatica.

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