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MBSR e malattie cardiovascolari – La cura della meditazione

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La mindfulness ha un impatto sulla salute psicologica e fisica degli adulti con malattie cardiovascolari, da questo parte lo studio recente di alcuni scienziati.

Lo studio prende in esame molte ricerche fatte negli ultimi 40 anni su migliaia di soggetti con diverse patologie del sistema cardiovascolare: infarto, aterosclerosi, angina, ipertensione arteriosa, trombosi, sono solo alcuni esempi. I soggetti di questo studio hanno partecipato hanno un programma di mindfulness oppure hanno fatto parte di un gruppo di controllo senza mindfulness.

Lo stress affligge il cuore

Sappiamo da molto tempo che lo stress è molto presente nelle persone con malattie cardiovascolari e contribuisce ad un peggioramento della condizione clinica e ad un aumento di mortalità.

Per questo motivo la gestione dello stress è diventato un elemento fondamentale della cura integrata, con diversi corsi di gestione dello stress che sono promossi per ridurre lo stress psicologico e migliorare le abilità di far fronte alle difficoltà.

Fra queste proposte gli MBI, interventi basati sulla mindfulness, hanno ricevuto una particolare attenzione dato che, attraverso la capacità di essere consapevoli di se stessi in modo globale riduce la reazione di stress.

Questi ipotesi non sono nuovo. Per esempio la PNEI, psico-neuro-endocrino-immunologia, una branca della medicina, spiega che attraverso un cambiamento del funzionamento psicologico si possono indurre risposte diverse nel sistema nervoso autonomo. Questo induce cambiamenti negli ormoni nel corpo, migliorano il funzionamento del sistema immunitario e riducono la progressione della malattia.

La mindfulness cura la mente e il corpo

Uno dei risultati più importanti che la ricerca ha mostrato è che la mindfulness ha un effetto benefico, nelle persone con malattie cardiovascolari, sia nella riduzione dello stress, sia percepito che biologicamente misurato, dell’ansia e della depressione, sia sul piano fisico nella regolarizzazione della pressione arteriosa sistolica e diastolica. Questi effetti benefici inoltre non erano esigui, ma erano ampi ed evidenti ai partecipanti e agli studiosi.

Questi cambiamenti corporei possono essere dovuti ad una riduzione dell’attività del sistema nervoso simpatico ed un aumento di quella del parasimpatico. Tuttavia, sono necessari ulteriori studi per comprendere se questi risultati sono presenti solo alla fine del percorso oppure continuano ad essere presenti nei mesi e negli anni, e come questi effetti incidono nel lungo termine sulle malattie cardiovascolari.

Il cuore nell’MBSR

Jon Kabat-Zinn sviluppò il programma MBSR nel 1979 proprio per sostenere le persone che vivono insieme a patologie croniche; fra i suoi partecipanti fin dall’inizio sono stati presenti chi si trovava ad affrontare le conseguenze di un infarto al miocardio, con ipertensione arteriosa e altre meccaniche del cuore che non sono solo del corpo, ma anche della mente e dell’anima.

Questo percorso educativo di auto-conoscenza influenza la salute in questi pazienti attraverso tre componenti principali:

  • il controllo dell’attenzione: si è visto che la capacità di mantenere l’attenzione su esperienze legate al rischio di patologie, come il fumare, la dieta, l’attività fisica e l’uso dei farmaci porta a comportamenti salutari;
  • la regolazione delle emozioni: il miglioramento della risposta allo stress, una migliore autostima, un maggiore senso di autoefficacia e abilità nel gestire il desiderio di sigarette, di cibi appetibili e di attività sedentarie, porta a risposte emotive più malleabili e che promuovono la salute;
  • la consapevolezza di sé: la capacità di essere consapevoli di ciò che ci accade nel presente e la consapevolezza delle sensazioni fisiche legate ai fattori di rischio di una ricaduta portano ad una migliore gestione della malattia.

Dal cuore fisico al cuore dell’essere

Ciò che i pionieri della mindfulness continuano a sottolineare è che per guarire non possiamo pensare soltanto al nostro corpo. È necessario un amore che include tutta la nostra vita. Questa comprensione dell’interconnessione fra i diversi piani in cui un essere umano vive, mentale e fisico, coscienza e materia, istinti emozioni e cognizioni, è una ricchezza sapienziale di lunga data nella cultura orientale.

Il cuore, durante queste otto settimane di lavoro nel laboratorio della nostra vita, viene allora compreso nelle sue dimensioni intime. Molti di noi portano nel cuore un rancore di una antica memoria infantile, altri vivono nel cuore il dolore di una perdita, di un amato che se n’è andato troppo presto per le nostre aspettative, altri ancora conservano la gioia di vivere nel petto come in una cantina umida e buia, come un vino che viene fatto invecchiare troppo e che viene gustato quando i momenti di festa e gloria sono passati.

A che serve un cuore ben funzionante se non abbiamo una vita da apprezzare? Il cuore non è solo un muscolo, è vita incalzante. Ci sostiene raccontandoci l’innamoramento, ci protegge dal dolore, si eccita di fronte ad un regalo. Se diveniamo esperti nel suo ascolto, ci fa sapere se siamo veramente integri di fronte alla vita oppure se ci nascondiamo meschinamente dietro una maschera.

Raccogliamo allora l’invito del cuore a guardare più a fondo. Possiamo amarlo nella sua materialità e viverlo come apertura al centro dell’essere, sostenerlo nella luminosa espressione di noi stessi che giorno per giorno può portarci ad una vita che ha davvero un senso.

Partecipa al prossimo incontro di presentazione del programma MBSR.

Pratica consigliata: mindful yoga.

Gianluca Ostuni
Gianluca Ostuni
Psicologo, Insegnante MBSR qualificato presso il Center for Mindfulness UMass (fondato da Jon Kabat-Zinn), Insegnante di Mindfulness Psicosomatica.

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