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Viaggio nelle nostre emozioni ancestrali

emozioni

Durante i gruppi di Mindfulness iniziano ad affacciarsi dentro di noi questi “terribili mostri” che tanto temiamo: le emozioni. Cosa hanno di così spaventoso? Sono stati decorati di timore, rinchiusi nelle cantine della nostra mente, abbruttiti con qualche effetto speciale, ma rimangono le stesse emozioni che proviamo nella vita di tutti i giorni! Iniziamo a scoprirle!

Girare la testa dall’altra parte funziona… solo per poco

Tutti noi abbiamo una terribile paura di ammettere la realtà di come ci sentiamo, tuttavia possiamo sempre fare un bel respiro (aaahhhh….) e provare ad essere un po’ più gentili con noi stessi, accoglienti verso ciò che sta accadendo. Guardando più da vicino, quando abbiamo il timore della loro comparsa ecco che sono già lì! Le emozioni stanno spuntando dai recessi del nostro corpo, eppure stiamo ancora recitando la vecchia storia “non è vero!” “ferma ferma ferma!” “ok, adesso mi rilasso e farò finta di niente…”. Quante volte avete combattuto verso queste sensazioni?

Perciò tutti noi siamo stimolati ad andare incontro alla realtà, per conoscerci davvero. Molti di noi hanno già appreso come fare: chiudere gli occhi, ascoltare il respiro, ed eccole pronte. Basta essere accorti, svegli, presenti, e cercheranno di emergere. Niente paura questa volta, usando il respiro come àncora potremo vederle senza avere l’illusione che ci facciano del male. Le emozioni infatti, per loro natura, compaiono, si svolgono, scompaiono e sono già programmati dal nostro corpo per esprimersi; come potrebbero quindi essere nocive? Una volta che ci sentiamo più aperti a sentirci ecco quali sono i ritratti (fondamentali) che vediamo.

I 7 sistemi emotivi di base

Grazie alle neuroscienze affettive ed a Panksepp (un cranio della ricerca, che potete vedere nella foto qua sotto) la ricerca sta convergendo verso la scoperta di 7 sistemi emotivi di base. Che cosa sono?

panksepp

I sistemi emotivi di base sono le fondamenta affettive della mente, e insieme ad altri processi primari tengono in piedi il funzionamento della nostra vita, del nostro corpo-mente. Tali sistemi creano una forma energetica di coscienza – piena d’intensità affettiva – che possiamo chiamare coscienza affettiva. Questi sistemi sono composti da specifici sistemi cerebrali, veicolano un’esperienza affettiva specifica, si esprimono attraverso cambiamenti viscerali, comportamenti, intenzioni, e sono modulabili dall’apprendimento e dal pensiero.

Eccoli qua:

1) Ricerca: caratterizzato da un’indagatività esplorativa persistente, un avvicinamento e un impegno nei confronti del mondo. Ha un ruolo di supporto per tutte le altre emozioni. Genera un affetto di bramosia anticipatoria, di attesa, di entusiasmo e talvolta euforia.

2) Collera: porta gli animali a spingere i loro corpi verso oggetti offendenti in modo da mordere, graffiare, colpire. Si esprime con la rabbia e la dominanza, ma nell’uomo e in altri animali più evoluti si esprime anche nelle diverse versioni del trionfo, orgoglio, del controllo, dell’imposizione sociale.

3) Paura: genera stati affettivi che portano l’animale a fuggire o “resistere” alla situazione che l’ha elicitata. Genera tensione corporea, immobilizzazione tremante (qualcuno si sentirà preso in causa!), “congelamento”, oppure fuga.

4) Desiderio sessuale: genera il ben conosciuto corteggiamento, spinge verso il congiungimento amoroso e sessuale, ed è pertanto una delle fonti dell’amore, della seduzione, del sesso e dell’orgasmo.

5) Cura: permette all’impulso di coccolare, di essere gentili, di prendersi cura dei propri cari di esprimersi, e di dare loro assistenza. Si esprime come uno stato affettivo positivo, rilassato, amorevole. È quindi anche questo una delle fonti dell’amore e soprattutto della cura dei figli.

6) Panico/sofferenza: si esprime come un’esperienza psicologica interna di dolore che non ha chiare cause fisiche. Si esprime con il pianto e l’urgenza di rincongiungersi con chi sentiamo possa prendersi cura di noi, tendenzialmente i partner ed i genitori. Pertanto facilita il consolidamento dei legami sociali che alleviano questo dolore psichico, donando conforto, appartenenza, appagamento.

7) Gioco: si mostra con la vivace e allegra leggerezza dei movimenti, il giochi fisici, corporei, le prese in giro, il pungolarsi ed il giocare in modo supportivo, e pertanto genera divertimento, apertura, interazioni. È certamente una delle fonti dell’amicizia.

Dalla teoria alla pratica

E adesso che ne abbiamo letto qualcosa, cosa possiamo farcene? Bene, questi sistemi emotivi sono la base delle nostre gioie e sofferenze, dal senso di realizzazione della nostra vita alla depressione, dall’ansia e dagli attacchi di panico fino al piacevole relax con gli amici. Pertanto la loro salute è la nostra salute, e il loro equilibro è il fondamento del lavoro psicosomatico che svolgo con i pazienti. La salute si esprime con un Sé psicosomatico in equilibrio.

nuovo paradigma sé psicosomatico

Ognuno di noi adesso sarà curioso di scoprire qualcosa in più su di sé. “Sarò più sul versante della paura o quella del panico? Sono giocoso o pieno di ricerca?” Ognuno di noi ha tutti questi sistemi emotivi, anche se a volte alcuni sono troppo attivi ed altri troppo poco. Pertanto, questo non è un modo per dare un’etichetta alla nostra personalità! Possiamo però farci un’idea di quando qualcuna di queste “potenze interiori” in noi è in eccesso o in difetto e usarle per capire anche chi sta vicino a noi.

La mappa psicosomatica PNEI

Per comprendere come funzioniamo, partendo dall’idea che siamo un unità tendenzialmente coerente governata dal nostro Sé, il Villaggio Globale di Bagni di Lucca ha potuto elaborare, includendo gli studi di Panksepp e molte altre ricerche, una mappa che esprime i diversi modi in cui il nostro Sé si esprime. Il può esprimersi in modo funzionale o in modo disfunzionale, ma lo fa comunque anche attraverso questi 7 sistemi emotivi. Per adesso, potete notare qua sotto come al centro vi sia l’area gialla delle neuropersonalità (i sistemi emotivi di base più altri, fra cui il sistema del piacere corporeo, che vedremo alla fine del nostro viaggio) in equilibrio che si esprimono in ogni persona. Più avanti torneremo a vedere anche altri aspetti della mappa.

mappa psicosomatica pnei

Quali parti di voi si esprimono più spesso?

E quali di meno?

Grazie a questo aiuto possiamo quindi iniziare il nostro viaggio nei recessi della mente, come degli archeologi. Prossimamente parlerò del più importante di questi sistemi: la ricerca.

A presto!

Gianluca Ostuni
Gianluca Ostuni
Psicologo, Insegnante MBSR qualificato presso il Center for Mindfulness UMass (fondato da Jon Kabat-Zinn), Insegnante di Mindfulness Psicosomatica.

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